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Queen

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A cura di Roberto B

queen

Freddie Mercury (Frederick Bulsara) (5 settembre 1946 – 24 novembre 1991): voce, pianoforte.

Brian Harold May (19 luglio 1947): chitarra, voce

John Richard Deacon (19 agosto 1951): basso, voce

Roger Meddows Taylor (26 luglio 1949): batteria, voce

1967: Dopo una breve esperienza con gli Others, May forma gli Smile con i compagni di scuola Roger Taylor e Tim Staffell (basso); quest’ultimo abbandona nel 1969 dopo un singolo edito solo in USA dalla Mercury (Earth)

1970: May coinvolge l’amico e compagno di stanza Freddie Bulsara (che già si fa chiamare Mercury), figlio di un ufficiale governativo di stanza a Zanzibar, che ha studiato Arte grafica e Design e vanta qualche esperienza in gruppi minori (Sour Milk Sea, Wreckage). Al basso si alternano Barry Mitchell e Mike Grose. Il gruppo cambia nome in Queen.

1971: Entra stabilmente John Deacon e con lui il quartetto si esibisce nei locali londinesi, distratto da altri impegni (Taylor studia Biologia, May Astronomia e Deacon insegna Elettronica).

1972: Roy Thomas Baker e John Anthony, tecnici del suono alla EMI, notano i Queen mentre registrano un demo e convincono l’etichetta a metterli sotto contratto.

1973: Mercury pubblica a nome Larry Lurex una cover di I Can Hear The Music, delle Ronettes, senza successo. Con Baker a occupare la sedia del produttore, la band registra numerosi brani che vanno a formare QUEEN. L’album passa inizialmente inosservato ma è già un ottimo esempio del sound del quartetto: ballate romantiche e brani ai confini dell’heavy metal si alternano tenendo presenti le lezioni di Beatles, Led Zeppelin, David Bowie ed Elton John. Su tutto spiccano la chitarra scintillante di May (che per tutta la carriera suonerà la Fireplace, autocostruita) e la voce possente di Mercury, personaggio eccessivo, sessualmente ambiguo ma vero animale da palcoscenico.

1974: Una versione estesa di Seven Seas Of Rhye, già in coda al primo album, è al n.10 GB. Per sfruttare il successo la band assemblea QUEEN II (n.5 GB) con materiale scartato dalle prime session e il risultato è più che discreto. La consacrazione definitiva arriva con SHEER HEART ATTACK e l’ammiccante singolo Killer Queen, entrambi n.2 GB e n.12 USA. La critica non è tenera con Mercury e soci ma i concerti radunano folle sempre più numerose. Canzoni come Now I’m Here (n.11 GB) e In The Lap Of The Gods sono veri prototipi di quello che verrà definito “arena rock”: un susseguirsi di riff accattivanti e cori orecchiabili da far cantare al pubblico.

1975: I Queen polverizzano ogni precedente risultato con la complessa Bohemian Rhapsody (n.1 GB e n.9 USA), un brano che fonde pop e ballata, liriche corali e hard rock in un ibrido molto kitsch ma d’impatto. Il gruppo registra decine di parti strumentali e vocali, rifiutandosi di ricorrere all’elettronica (la frase “niente sintetizzatori” campeggia orgogliosa nei loro album). Il brano è accompagnato da un filmato che inaugura la fortunata stagione dei videoclip e resta in testa alla classifica per nove settimane consecutive. A NIGHT AT OPERA (n.1 GB e n.4 USA) non tradisce le aspettative: il capolavoro dei Queen è un complesso e ambizioso pastiche dove convivono gli amori musicali dei quattro componenti: pop, folk rock, heavy, ballata in stile McCartney, sperimentazione e anche cabaret.

1976: Dopo una lunga serie di concerti, i Queen tentano di bissare il successo con A DAY AT THE RACES (n.1 GB e n.5 USA), con una copertina simile al precedente e il titolo sempre rubato a un film dei fratelli Marx. L’album, meno riuscito, manda in classifica il 45 giri Somebody To Love (n.2 GB e n.13 USA).

1977: Taylor esordisce con I Wanna Testify, senza successo. Per NEWS OF THE WORLD (n.4 GB e n.3 USA) Mercury e May scrivono rispettivamente gli inni We Are The Champions e We Will Rock You, accoppiati su singolo (n.2 GB e n.4 USA); il primo sarà il loro brano più noto e immortale.

1978: In JAZZ (n.2 GB e n.6 USA), pubblicato per Natale come gli album precedenti, affiorano segni di stanchezza. Con una mossa di dubbio gusto Fat Bottomed Girls / Bycicle Race (n.11 GB) viene lanciato con una corsa in bicicletta di ragazze nude. Meglio il Mercury gigione di Don’t Stop Me Now (n.9 GB).

1979: Dopo l’inevitabile doppio live KILLERS (n.3 GB e n.16 USA), i quattro chiudono un decennio ricco di soddisfazioni commerciali con Crazy Little Thing Called Love, un brano rockabilly che guadagna il primo n.1 USA (n.2 GB). Il 26 dicembre i Queen suonano al benefit per la Cambogia assieme a una parata di stelle di prima grandezza.

1980: THE GAME è n.1 USA e GB, e il grande successo è festeggiato con un trionfale tour statunitense dove per la prima volta vengono utilizzati i sintetizzatori. Dopo Another One Bites The Dust (n.7 GB e n.23 USA), in stile disco, i Queen si cimentano con la colonna sonora del film Flash Gordon (n.10 GB e n.23 USA).

1981: L’anno trascorrere per lo più in tournée, in località dove il gruppo non si era mai esibito come Giappone, Argentina e Brasile. GREATEST HITS (n.1 GB e n.14 USA) e la videocassetta Greatest Flix suggellano otto anni di trionfi: i Queen sono il primo gruppo a guidare contemporaneamente le classifiche GB di album, 45 giri e video.

1982: HOT SPACE (n.4 GB e n.22 USA) è certamente uno dei dischi meno ispirati della band inglese, che mantiene comunque intatta l’enorme popolarità grazie al duetto con David Bowie Under Pressure (n.1 GB e n.29 USA) e alla generosità del cantante Freddie Mercury nelle esibizioni live.

1984: Registrato nello studio Record Plant di Los Angeles, THE WORKS (n.2 GB e n.23 USA) mostra uno stile meno magniloquente del passato ma ugualmente fortunato, come dimostra una delle canzoni più famose del repertorio, Radio Ga Ga (n.2 GB e n.16 USA), il cui video coinvolge grandi mezzi e cinquecento comparse selezionate tra i fans.

1986: La colonna sonora di Highlander, A KIND OF MAGIC (n.1 GB) non si limita a essere il giusto sottofondo alla pellicola ma contiene anche canzoni di grande personalità e risulta uno dei lavori migliori degli anni ’80. Il relativo tour mondiale partito il 6 giugno da Stoccolma e concluso in Inghilterra con cinque serate che raccolgono 400.000 persone, è documentato da LIVE MAGIC (n.3 GB), accolto con molte riserve dai fans a causa della scelta di tagliare e sfumare i brani per comprimerli in un unico LP.

1989: Il referendum di Radio One per votare la migliore canzone dei Queen premia Bohemian Rhapsody. Parallelamente esce la raccolta di incisioni radiofoniche QUEEN AT THE BEEB (EMI). Anticipato dal singolo I Want It All (n.3 GB), esce THE MIRACLE (n.1 GB e n.24 USA), per la prima volta concepito in gruppo (e non con contributi individuali). Roger Taylor e Brian May partecipano a una versione del classico dei Deep Purple Smoke On The Water, i cui proventi sono destinati ai terremotati dell’Armenia. Tra feste, collaborazioni e progetti paralleli, la stampa accusa i quattro di usare la sigla Queen solo a fini economici.

1991: Firmato un contratto con la Hollywood, i Queen tornano con INNUENDO (n.1 GB e n.30 USA), ricco di creatività e belle canzoni. Il singolo che intitola il disco, con ospite il chitarrista degli Yes Steve Howe e accompagnato da un videoclip emozionante, è n.1 GB. Ad agosto Brian May partecipa al “Guitar Festival” di Siviglia, in compagnia di Cozy Powell, Paul Rodgers, Joe Walsh, Steve Vai e Joe Satriani. Il 23 novembre Freddie Mercury dichiara alla stampa di essere malato di AIDS; il giorno dopo muore per complicazioni polmonari. Sull’onda dell’emozione, gran parte del catalogo si affaccia in classifica, la raccolta GREATEST HITS II, da poco pubblicata, è n.1 GB e n.4 USA, mentre Bohemian Rhapsody, riedita in tutta fretta, è n.1 GB e n.2 USA (i proventi verranno donati in beneficenza).

1992: Dopo lunghissimi preparativi, il 20 aprile lo stadio Wembley ospita il “Freddie Mercury Tribute”, uno spettacolo mastodontico dove decine di gruppi si esibiscono in rifacimenti del famoso repertorio. Concludono i Queen accompagnati da diversi cantanti, tra cui Gary Cherone degli Extreme, Liza Minelli, Elton John e George Michael, che risulta il più convincente nel rileggere i vocalizzi di Mercury, tanto da far ipotizzare la sua assunzione in pianta stabile. In realtà la storia dei Queen non avrà seguito se non per speculazioni sul mito del leader e per periodiche operazioni nostalgiche. Mentre la EMI commercia il doppio CD LIVE AT WEMBLEY, con un concerto del 1986, escono il terzo e ultimo lavoro dei Cross fi Taylor, BLUE ROCK (Virgin), e BACK TO THE LIGHT (Parlophone, n.6 GB) di May, che avrà come appendice LIVE AT BRIXTON ACADEMY (Parlophone 1994).

1995: Il singolo Heaven For Everyone (n.2 GB) anticipa MADE IN HEAVEN (n.1 GB), che raccoglie le ultime incisioni di Mercury.

DISCOGRAFIA:

  • Queen (EMI 1973)
  • Queen II (EMI 1974)
  • Sheer Heart Attack (EMI 1974)
  • A Night At The Opera (EMI 1975)
  • A Day At The Races (EMI 1976)
  • News Of The World (EMI 1977)
  • Jazz (EMI 1978)
  • Queen Live Killers (EMI 1979) Live
  • The Game (EMI 1980)
  • Flash Gordon (EMI 1980) col. son.
  • Hot Space (EMI 1982)
  • The Works (EMI 1984)
  • A Kind Of Magic (EMI 1986)
  • Live Magic (EMI 1986) Live
  • The Miracle (EMI 1989)
  • Innuendo (EMI 1991)
  • Made In Heaven (EMI 1995)

CURIOSITÀ:

Tutti i membri dei Queen sono laureati. Di fatti, i quattro non erano sicuri che la loro carriera musicale andasse a buon fine, così decisero di concludere i loro corsi di laurea e avere una rete di salvataggio in caso di fallimento del “progetto Queen”; precisamente, i componenti della band Inglese avevano conseguito una laurea in: Astrologia (Brian May), Biologia (Roger Taylor), Elettronica (John Deacon) e Fashion Design (Freddie Mercury).

Il logo dei Queen è stato realizzato da Freddie Mercury, il quale è formato dei quattro segni zodiacali dei membri del gruppo.

Tutti i membri dei Queen hanno inciso dei dischi da solista…tutti, ad eccezione del bassista John Deacon. La sua unica produzione esterna risale al 1986, quando compose con Robert Ahwai il brano No Turning Back per la colonna sonora del film Biggles e che suonò con il gruppo The Immortal (band in cui suonava il basso).

Sempre a proposito di Deacon, il bassista fu l’unico a non continuare la sua carriera musicale come fecero poi Brian May e Roger Taylor. Dopo la morte di Freddie e il mega concerto di tributo in cui parteciparono più gruppi e artisti (il Freddie Mercury Tribute del 1992), John si ritirò a vita privata e fece partire una piccola impresa.

Molti criticano la band perché, dopo la morte di Mercury e l’abbandono di Deacon, May e Taylor continuarono a suonare ed utilizzare il nome Queen. In verità, le cose non stanno proprio così. Se si fa attenzione, dopo il concerto di tributo del 1992, i restanti componenti della band inglese si esibirono si con il nome storico, ma accompagnato da dal simbolo matematico “+” che sottolineava la collaborazione esterna con un musicista. Vedi il progetto Queen + Paul Rodgers, Queen + Adam Lambert e molti altri.

I quattro membri della band sono stati ammessi nella Songwriters Hall of Fame, sia come gruppo, sia come solisti.


Fonti:

  • Grande Enciclopedia ROCK (Giunti)
  • ascwblog.blogspot.it
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Informazioni su Antisopore

Antisopore è un'Associazione di Promozione Sociale nata nell'ottobre del 2009, ha sede e patrocinio nel comune di Paderno, svolge le proprie attività nel campo dell’arte e della cultura ed opera sul territorio della Brianza fra Lecco, Bergamo e Milano.

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