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Iron Maiden

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A cura di Mr. B

iron-maiden

Steve Harris (12 marzo 1957): basso

Dave Murray (23 dicembre 1958): chitarra

Bruce Dickinson (7 agosto 1958): voce

Paul Di’Anno (17 maggio 1959): voce

Adrian Smith (27 febbraio 1957): chitarra

Nicko McBrain (5 giugno 1954): batteriaÈ ancora un mistero come gli Iron Maiden abbiano potuto raggiungere un successo planetario di tali dimensioni. La band, fondata da uno Steve Harris poco più che adolescente nel 1976, dopo vari cambi di line up arriva al debutto discografico nel 1980 con l’album omonimo, uscito in piena era NWOBHM (New Wave Of British Heavy Metal). La voce è di Paul Di’Anno, il prototipo del cantante rock: timbrica inconfondibile ed eccessi di ogni tipo lo porteranno nel 1981, poco dopo la pubblicazione del secondo album, KILLERS, all’allontanamento dalla band. Il suo sostituto è Bruce Dickinson, giovane cantante proveniente dai Samson, dotato di una voce alta e squillante che diventerà il vero marchio di fabbrica della band. Gli anni ’80 vedono la popolarità dei Maiden crescere a dismisura grazie al successo di ottimi album come gli ormai leggendari NUMBER OF THE BEAST, SOMEWHERE IN TIME e SEVENTH SON OF A SEVENTH SON. Nel 1990 Adrian Smith abbandona la band per dedicarsi a progetti musicali lontani dal classico sound maideniano e al suo posto viene reclutato Janick Gers, ma la vena compositiva ne risente. Nel 1993 anche Dickinson decide di dedicarsi ai suoi progetti personali: viene rimpiazzato da Blaze Bayley, che inciderà due album con la band, THE X FACTOR e VIRTUAL XI, accolti in modo piuttosto freddo da pubblico e critica. Harris a questo punto si rende conto che bisogna cambiare qualcosa per continuare a far volare alti gli Iron Maiden; quindi nel 1999, archiviato il periodo Bayley e messi da parte i dissapori passati, dà vita a una reunion in grande stile con Dickinson e Smith – con grande gioia dei fan di mezzo mondo.

1976-1978: Gli Iron Maiden muovono i primi passi nell’East Side di Londra. Nonostante i primi cambi di formazione, i primi concerti mostrano un ensemble dalle grandi potenzialità, che unisce l’energia del rock duro con la forza riottosa del punk.

1979: Un nastro registrato dalla band (Harris, Di’Anno, Murray e il batterista Doug Sampson) finisce nelle mani del dj Neal Key, che lo trasforma in un 45 giri (The Soundhouse Tapes) venduto solo per corrispondenza. Un concerto di supporto ai Motorhead e una data al Marquee persuadono la EMI a ingaggiare il gruppo, già presente con due pezzi (incisi con il chitarrista Tony Parsons) nella raccolta METAL FOR MUTHAS, primo documento della cosiddetta “new wave of British heavy metal”. Al momento della firma per la major, Dennis Stratton ha rilevato Parsons e Sampson è stato sostituito da Clive Burr.

1980: Preceduto da Running Free, IRON MAIDEN (n.4 GB) ottiene il sostegno della stampa e un tour inglese con i Judas Priest favorisce il successo tra gli appassionati. L’apparizione live alla trasmissione TV Top Of The Pops (gli ultimi a esibirsi non in playback erano stati gli Who nel 1973) porta enorme popolarità all’ensemble, la cui immagine si identifica anche con una curiosa mascotte dal volto di mummia, Eddie. Gli Iron Maiden intraprendono una lunga tournée di spalla ai Kiss.

1981: Contrasti portano alla sostituzione di Stratton con Adrian Smith. In febbraio esce KILLERS (n.12 GB), supportato con oltre cento concerti tra Europa, America e Giappone: con soli due album all’attivo, gli Iron Maiden vengono osannati come la più grande band heavy metal dai tempi dei Deep Purple e la presenza del produttore Martin Birch (fautore del successo dei Purple) legittima ulteriormente il paragone. L’uscita del miniLP dal vivo MAIDEN JAPAN è il saluto ai fans di Paul Di’Anno, in breve sostituito da Bruce Dickinson (ex Samson).

1982: Confezionato nella solita copertina fumettistica di Derek Riggs, THE NUMBER OF THE BEAST (n.1 GB) è in assoluto uno dei dischi più amati da critica e pubblico. La prestazione vocale di Dickinson è superba e la scrittura compositiva si rivela molto più melodica e lineare degli esordi, come dimostra il singolo Run To The Hills (n.7 GB); la promozione dell’album è assicurata da quasi duecento date in giro per il mondo.

1990: Adrian Smith abbandona i compagni per formare gli A.S.A.P. e viene sostituito da Janick Gers (già con Whitespirit e Gillan). NO PRAYER FOR THE DYING (n.2 GB e n.17 USA) segna un ritorno a sonorità più aggressive e meno tecnologiche. Dickinson si concede uno spiraglio da solista con l’album TATTOOED MILLIONAIRE (EMI n.14 GB).

1993: Dickinson annuncia l’abbandono per dedicarsi alla carriera solistica. In attesa di trovare un degno sostituto, Steve Harris (vera mente artistica e manageriale del gruppo) tampona l’attesa con tre dischi dal vivo, A REAL LIVE ONE (n.3 GB), A REAL DEAD ONE (n.9 GB) e LIVE AT DONINGTON 1992 (n.23 GB).

1994: La scelta cade sull’ex Wolfsbane Blaze Bayley, cantante mediocre ma dalla personalità docile adatta alle esigenze della band. L’anno trascorre in sala prove per raggiungere il giusto affiatamento e per approntare al meglio la scaletta dei concerti.

1999: Le non confortanti vendite portano Harris a licenziare Bayley e a proporre un tour celebrativo che vede il ritorno di Bruce Dickinson e del chitarrista Adrian Smith. Esce anche la raccolta ED HUNTER, contenente anche un terzo dischetto con un videogioco che ha per protagonisti i musicisti e il mostro Eddie.

2000: Dopo un tour mondiale che stranamente non tocca l’Inghilterra, la nuova formazione con Dickinson e Smith si mette al lavoro per BRAVE NEW WORLD (n.7 GB), che riporta la band alle sonorità vincenti degli esordi confermandola campione di incassi.

DISCOGRAFIA:

  • Iron Maiden (EMI 1980)

  • Killers (EMI 1981)

  • Maiden Japan (EMI 1981 miniLP) live

  • The Number Of The Beast (EMI 1982)

  • Piece Of Mind (EMI 1983)

  • Powerslave (EMI 1984)

  • Live After Death (EMI 1985) live

  • Somewhere In Time (EMI 1986)

  • Seventh Son Of A Seventh Son (EMI 1988)

  • No Prayer For The Dying (EMI 1990)

  • Fear Of The Dark (EMI 1992)

  • A Real Live One (EMI 1993) live

  • A Real Dead One (EMI 1993) live

  • Live At Donington 1992 (EMI 1993) live

  • The X Factor (EMI 1995)

  • Virtual XI (EMI 1998)

  • Brave New World (EMI 2000)

  • Rock In Rio (EMI 2002) live

  • Dance Of Death (EMI 2003)

  • A Matter Of Life And Death (EMI 2006)

  • The Final Frontier (EMI 2010)

  • The Book Of Souls (Parlophone/BMG 2015)

CURIOSITÁ:

Il nome IRON MAIDEN è stato tratto dal film “L’Uomo Nella Maschera Di Ferro”. Da notare che “La Vergine di Ferro” (“Iron Maiden”) era uno strumento di tortura medievale simile ad un sarcofago, la cui porta era dotata all’interno di spuntoni acuminati di ferro. Di solito era posta in posizione verticale, quando la vittima veniva messa all’interno, la porta si chiudeva proprio grazie al suo peso e gli spuntoni la trafiggevano.

Il Soprannome Bruce Bruce (usato per Bruce Dickinson ai tempi dei Samson) era originariamente inserito in uno sketch dei Monthy Python.

Il soprannome di “Air Raid Siren” (sirena da allarme aereo) per Bruce Dickinson, fu particolarmente azzeccato, in quanto attribuitogli dopo un urlo così incisivo da distruggere un grosso globo di vetro al College di Chelsea, quando aveva ancora diciotto anni.

Per “Remember Tomorrow”, a detta di Paul Di’Anno che qualche anno fa lo ha rivelato in un’intervista, è stata scritta pensando a suo padre, ed è molto intimista e personale per Paul.

“Murders In The Rue Morgue” si basa su una storia dello scrittore Edgar Allan Poe con lo stesso titolo che parla di un fuggitivo ricercato per omicidio.

“Invaders” è un’estensione di “Invasion”, comparsa nella “The Soundhouse Tapes”, parla degli orrori e della violenza dell’invasione vichinga in Inghilterra.

“Children Of The Damned” si ispira ad un film del 1963 con lo stesso nome, che parla di sei bambini con dei poteri psichici che sono costretti a lottare per la loro sopravvivenza contro la razza umana.

“The Number Of The Beast” è ispirata ad un film del 1978 “Omen II” e ad un sogno di Steve Harris.

“Run To The Hills” è forse la canzone più conosciuta e rappresentativa della band oltre che primo singolo di grande successo. “Run To The Hills” descrive le guerre indiane dell’ovest americano, prima dalla prospettiva degli Indiani, poi dalla prospettiva dell’uomo bianco. E’ una canzone con un ritmo veloce che ricorda i cavalli al galoppo.

“The Prisoner” è basata su un serial televisivo dallo stesso titolo degli anno ’60, con protagonista Patrick Mc Goohan. Questa serie è divenuta pressoche un culto e si può trovare l’intero set in video. In essa un agente segreto inglese lascia i servizi segreti e viene rapito appena tornato a casa. Si ritrova, una volta rinvenuto, in un luogo chiamato “The Village” in cui ciascuno ha un numero al posto del nome. In base a questi numeri si rispecchia una gerarchia interna, dal più piccolo (domina il N° 1) al più grande. Ma il N° 6 si ribella, come sentiamo nell’intro della song….


Fonti:

  • Metallus: Il Libro Dell’ Heavy Metal (Giunti)
  • Grande Enciclopedia ROCK (Giunti)
  • ondarock.it
  • maidenitalia.com
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Informazioni su Antisopore

Antisopore è un'Associazione di Promozione Sociale nata nell'ottobre del 2009, ha sede e patrocinio nel comune di Paderno, svolge le proprie attività nel campo dell’arte e della cultura ed opera sul territorio della Brianza fra Lecco, Bergamo e Milano.

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